Dengue in Toscana, l'ISS conferma un focolaio da 20 casi nel Livornese

L'ISS conferma 20 casi di dengue autoctona in provincia di Livorno, tutti sintomatici. I casi locali in Italia salgono a 24.

11 settembre 2026 12:30
Dengue in Toscana, l'ISS conferma un focolaio da 20 casi nel Livornese - Canva
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L'Istituto superiore di sanità ha confermato un focolaio di dengue con 20 casi accertati, tutti sintomatici, con esposizione avvenuta in un comune della provincia di Livorno. Il dato compare nell'aggiornamento settimanale del sistema di sorveglianza nazionale delle arbovirosi, riferito al periodo dal 1 gennaio all'8 settembre 2026. Nessuno dei casi di dengue confermati in Italia quest'anno ha avuto esito fatale.

La Regione Toscana aveva già ricondotto i primi contagi a un'area circoscritta fra Piombino e Baratti, frequentata dalle persone coinvolte nel mese di agosto, e il 10 settembre ha comunicato che la maggior parte dei pazienti è in via di guarigione e che non si sono registrati casi gravi. Sul piano nazionale i casi confermati di dengue salgono a 265, di cui 24 contratti in Italia, mentre tutti gli altri sono associati a viaggi all'estero, con le Maldive come luogo di esposizione nel 56% dei casi da viaggio.

Come si arriva a 24 casi autoctoni in nove giorni

Il bollettino precedente, aggiornato al 30 agosto, contava 3 soli casi autoctoni sull'intero territorio nazionale. Quello all'8 settembre ne registra 24, distribuiti su due episodi di trasmissione locale. Il focolaio toscano ne raccoglie 20, i restanti 4 rientrano nel secondo episodio segnalato dall'ISS. La differenza tra i due bollettini non misura una diffusione improvvisa, perché i casi vengono attribuiti alla data di esposizione e non a quella della conferma di laboratorio, che arriva dopo le indagini.

Un caso si definisce autoctono quando la persona non ha viaggiato in aree endemiche nelle settimane precedenti, quindi ha contratto l'infezione in Italia. Il passaggio richiede una zanzara tigre (Aedes albopictus), ormai stabilmente presente su gran parte della penisola, che punge una persona già infetta arrivata da un paese dove il virus circola. L'insetto diventa capace di trasmettere il virus solo dopo un periodo di incubazione interno di alcuni giorni. Il virus non passa direttamente da una persona all'altra, come ricorda anche la nota della Regione.

Episodi analoghi si erano già verificati e su scala maggiore. Nel 2024 l'Italia ha registrato il più ampio focolaio di dengue mai osservato nell'Europa continentale, con quasi 300 casi autoctoni, ricostruito in uno studio coordinato dall'ISS e pubblicato su Eurosurveillance nel luglio 2026, che ha analizzato le modalità di diffusione locale del virus.

Cosa non è ancora confermato

L'ISS scrive che sono in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore, quindi il numero di 20 casi è quello consolidato a oggi e non un totale definitivo. Il bollettino non nomina il comune specifico della provincia di Livorno e non pubblica il sierotipo virale coinvolto, un'informazione che conta perché i quattro sierotipi di dengue danno immunità incrociata solo parziale. Non risulta dichiarata la chiusura del focolaio, che richiede l'assenza di nuove infezioni per un intervallo pari a più cicli di trasmissione fra vettore e ospite.

Sul quadro clinico la Regione riferisce quanto indicato dagli infettivologi, ovvero una sindrome simil influenzale con febbre, dolori muscolari o retro-orbitali e in alcuni casi un'eruzione cutanea, complicanze rare e risoluzione in genere nell'arco di una settimana. Non esiste un antivirale specifico e la gestione riportata è di tipo sintomatico. Le informazioni sul singolo caso restano di competenza del medico curante e delle Asl, che stanno seguendo i pazienti.

Sul fronte del vettore, la Regione indica la disinfestazione come una delle misure, affiancata alla rimozione dei ristagni d'acqua in sottovasi, innaffiatoi, secchi, ciotole per animali e piscine gonfiabili, da svuotare ogni due o tre giorni, oltre alla copertura di cisterne e contenitori per l'acqua piovana. Il quadro qui riportato è aggiornato al bollettino ISS dell'8 settembre 2026 e alla nota regionale del 10 settembre, e il prossimo aggiornamento della sorveglianza settimanale delle arbovirosi è atteso nei giorni successivi.

Domande frequenti

La dengue si trasmette da persona a persona?

No. Il contagio avviene attraverso la puntura di una zanzara infetta, in Italia soprattutto la zanzara tigre. L'insetto acquisisce il virus pungendo una persona già infetta e può trasmetterlo solo dopo alcuni giorni di incubazione interna. Il contatto diretto fra persone, compresa la convivenza, non comporta rischio di trasmissione.

Che differenza c'è tra un caso autoctono e un caso importato?

Un caso importato riguarda chi ha contratto l'infezione durante un viaggio in un paese dove il virus circola stabilmente. Un caso autoctono riguarda chi non ha viaggiato e si è infettato sul territorio nazionale. Nel 2026 i casi autoctoni confermati in Italia sono 24 su 265 totali.

Quanti casi di dengue sono stati confermati in Italia nel 2026?

Dal 1 gennaio all'8 settembre 2026 la sorveglianza nazionale dell'ISS ha confermato 265 casi di dengue, senza decessi. Di questi, 24 sono stati contratti in Italia e sono riconducibili a due episodi di trasmissione locale, il più ampio dei quali è il focolaio da 20 casi della provincia di Livorno.

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