Gli over 65 nel mondo superano i bambini 0-5 per la prima volta

Nel mondo gli over 65 hanno superato i bambini 0-5 anni, secondo il rapporto An Aging World 2025 del Census Bureau.

05 settembre 2026 18:44
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Il rapporto An Aging World 2025 del Census Bureau statunitense, diffuso il 31 agosto 2026, registra un passaggio mai osservato prima. Tra il 2020 e il 2025 la quota di popolazione mondiale con 65 anni e più ha superato quella dei bambini da 0 a 5 anni, invertendo un rapporto rimasto stabile per tutta la storia demografica documentata.

Il documento è il sesto della serie avviata nel 1987 e commissionata dal National Institute on Aging, e misura il fenomeno in quote sulla popolazione totale. Nel 2025 gli over 65 valgono il 10,5% degli abitanti del pianeta, che hanno superato gli 8 miliardi nel 2023, e la proiezione al 2060 li porta al 19,6%. Il distacco dalla fascia 0-5 anni, scrivono gli autori, è destinato ad allargarsi.

Come si è arrivati al sorpasso

Le cause indicate nel rapporto sono due e agiscono in punti opposti della piramide delle età. La mortalità in calo porta più persone a raggiungere età avanzate, mentre la fecondità in calo assottiglia la base. Quando la fecondità resta a lungo sotto il livello di sostituzione, cioè circa due figli per coppia, il meccanismo si autoalimenta perché diminuisce anche il numero dei potenziali genitori degli anni successivi. Gli autori lo chiamano trappola della fecondità e lo descrivono come difficile da invertire una volta innescato.

Tra i Paesi più popolosi i primi a sperimentare insieme popolazione in diminuzione e quota crescente di anziani sono stati la Russia, dove il calo è iniziato nel 1996, e il Giappone, dove è iniziato nel 2008. Oggi i Paesi in cui almeno il 14% dei residenti supera i 65 anni, una soglia tipica delle economie a reddito alto, sono 77. La popolazione mondiale nel suo insieme continuerà comunque a crescere per diversi decenni.

La proiezione assegna quasi tutto l'aumento futuro alla parte alta della piramide. Da qui al 2060 il pianeta dovrebbe guadagnare oltre 2 miliardi di abitanti, e circa 1,15 miliardi di quella crescita arriva dagli over 65. Nel 2025 il Paese più anziano è il Giappone con il 29,7% di residenti sopra i 65 anni, ma nel 2060 il primato passa alla Corea del Sud con il 41%, e una quota pari a quella giapponese di oggi non basterebbe più a entrare fra i primi venticinque. L'Europa resta la regione più anziana in percentuale, dal 21,0% al 30,8%, mentre in valori assoluti nel 2060 l'Africa avrà più persone sopra i 65 anni dell'Europa, 249 milioni contro 214 milioni.

Gli anni guadagnati e quelli vissuti in salute

La sezione sanitaria del rapporto separa due grandezze che vengono spesso confuse. La speranza di vita cresce più in fretta della speranza di vita in buona salute, quindi una frazione crescente degli anni guadagnati si vive con limitazioni, una distanza che i sistemi di misura clinica faticano ancora a standardizzare. Negli Stati Uniti la proporzione di anni vissuti in piena salute dopo i 60 anni è scesa di oltre 2 punti percentuali fra il 2000 e il 2019, con un peggioramento leggermente maggiore per gli uomini. Fra il 2016 e il 2019 il 73% degli statunitensi sopra i 65 anni conviveva con almeno due patologie croniche.

Il conto pubblico segue lo stesso andamento. Nei Paesi OCSE la spesa sanitaria pubblica dovrebbe crescere in media di 2,6 punti di PIL nel prossimo decennio, il doppio della crescita media delle entrate, ferma a 1,3 punti. Nello stesso periodo la popolazione sopra gli 85 anni è attesa quadruplicare in 160 Paesi, concentrati in Africa, Asia, America Latina e Caraibi, dove arrivare a quell'età era raro fino a poche generazioni fa. Nel 2021 le demenze, incluso l'Alzheimer, e il COVID-19 figuravano fra le prime cinque cause di morte nella popolazione mondiale sopra i 60 anni.

I valori riferiti al 2060 restano proiezioni costruite sull'International Database del Census Bureau, non misure, e dipendono dalle ipotesi su fecondità e mortalità adottate dagli autori. Anche la soglia dei 65 anni è una convenzione, come nota l'Istat negli indicatori demografici del 2025, che in Italia conta 14 milioni 821mila over 65 al 1° gennaio 2026, il 25,1% dei residenti e la quota più alta dell'Unione europea. Assumendo come riferimento fisso la speranza di vita residua a 65 anni degli uomini nel 1960, pari a 13,1 anni, sarebbero da considerare anziani gli uomini dai 74 anni e le donne dai 77, e la quota italiana scenderebbe al 12,3%.

Domande frequenti

Che cosa significa livello di sostituzione della fecondità?

È il numero medio di figli per donna che permette a una popolazione di restare stabile nel tempo senza contare le migrazioni, pari a circa due figli per coppia. Sotto quella soglia ogni generazione risulta meno numerosa della precedente, e l'effetto si accumula perché diminuisce anche il numero di persone in età riproduttiva.

Perché il sorpasso è indicato in un intervallo e non in un anno preciso?

Il Census Bureau colloca l'incrocio fra il 2020 e il 2025 perché le due quote vengono ricostruite da stime nazionali aggiornate a intervalli diversi e con margini di incertezza differenti da Paese a Paese. Indicare una finestra di cinque anni è più solido che attribuire il passaggio a una data singola.

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