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Autorizzato in Europa il primo vaccino a RNA per i gatti
Autorizzato in Europa il primo vaccino a RNA per i gatti
Il vaccino Nobivac NXT HCPChFeLV risulta autorizzato nell'Unione europea. Copre cinque patogeni felini, uno con RNA autoamplificante.
Il primo vaccino veterinario a base di RNA autorizzato nell'Unione europea è destinato ai gatti e copre cinque agenti patogeni. Si chiama Nobivac NXT HCPChFeLV, lo produce Intervet International, società del gruppo MSD Animal Health, e nel registro dei medicinali dell'Agenzia europea per i medicinali compare con lo stato di prodotto autorizzato e il numero di procedura EMEA/V/C/006520.
La decisione della Commissione europea, l'atto che rende l'autorizzazione valida in tutti gli Stati membri, è stata comunicata dall'azienda il 31 luglio 2026. Il percorso era iniziato ad aprile con il parere favorevole del comitato per i medicinali veterinari dell'EMA, poi rivisto nella seduta di giugno. La novità riguarda uno solo dei cinque componenti, quello contro il virus della leucemia felina, che impiega RNA autoamplificante come principio attivo ed è il primo caso in un vaccino veterinario autorizzato in Europa. Gli altri quattro bersagli sono coperti con ceppi vivi attenuati, la tecnica in uso da decenni.
Come funziona la componente a RNA
L'RNA autoamplificante è una molecola che, entrata nella cellula, produce copie di se stessa prima di far sintetizzare la proteina bersaglio, e questo consente di somministrare quantità di materiale genetico molto più basse rispetto a un RNA messaggero convenzionale. Il vettore qui non è una nanoparticella lipidica come nei vaccini umani contro il Covid. L'RNA viaggia dentro una particella virale incapace di replicarsi, costruita sul virus dell'encefalite equina venezuelana, ceppo TC-83.
La sequenza trasportata codifica la proteina gp85 del virus della leucemia felina, ceppo A/Glasgow-1. Le cellule del gatto la producono per un periodo limitato, il sistema immunitario la riconosce come estranea e predispone una risposta contro il virus vero. Nell'animale non entra nessun virus della leucemia felina intero, e la particella che fa da vettore non può moltiplicarsi.
Gli altri componenti sono l'herpesvirus felino di tipo 1 ceppo G2620A, il calicivirus felino ceppo F9, il virus della panleucopenia felina ceppo MW-1 e il batterio Chlamydia felis ceppo Baker, tutti vivi e attenuati. Herpesvirus e calicivirus sono i due responsabili della sindrome respiratoria e oculare che in inglese viene chiamata cat flu, ed è da quel nome che è nata la voce di una copertura contro l'influenza. L'influenza felina in senso stretto non è tra i bersagli del prodotto.
Cosa dicono i dati depositati e cosa resta fuori
Il dossier valutato dal comitato veterinario dell'EMA comprende 15 studi condotti in strutture chiuse per animali e uno studio sul campo su 142 gatti in condizioni di vita normale. Su questa base l'immunità inizia circa una settimana dopo la somministrazione, con una durata di tre anni per la panleucopenia felina e di dodici mesi per gli altri quattro patogeni.
Le indicazioni approvate cambiano da bersaglio a bersaglio, ed è la distinzione che i rilanci sui social perdono per strada. Per la panleucopenia il vaccino previene mortalità, segni clinici, leucopenia ed escrezione del virus. Per herpesvirus, calicivirus e Chlamydia felis riduce segni clinici ed escrezione, senza impedire l'infezione. Per la leucemia felina riduce la viremia persistente, cioè la presenza stabile del virus nel sangue, e i segni clinici.
Nel comunicato con cui MSD Animal Health ha reso nota la decisione europea, le reazioni avverse più frequenti registrate negli studi risultano gonfiore nel punto di iniezione e aumento della temperatura, osservati in 1 a 10 animali su 100 trattati e risolti in circa un giorno. Lo stesso documento indica il prodotto per animali sani, non raccomanda la vaccinazione in gravidanza e riporta che i gatti già positivi al virus della leucemia felina non ne traggono beneficio, motivo per cui il test dell'antigene precede la somministrazione. Per un massimo di quattordici giorni i gatti vaccinati possono eliminare i ceppi vaccinali di herpesvirus e calicivirus dalle vie respiratorie e quello di panleucopenia con le feci, senza che i gatti a contatto sviluppino la malattia.
La descrizione del prodotto come privo di adiuvanti e di conservanti, in una dose da 0,5 mL, arriva dalla comunicazione aziendale e non da una valutazione indipendente. Sul calendario di arrivo negli ambulatori italiani non risultano indicazioni pubbliche, e la disponibilità effettiva dipende dalla distribuzione del titolare dell'autorizzazione. Nel frattempo lo stesso comitato dell'EMA ha dato parere favorevole ad altri tre prodotti della stessa famiglia con combinazioni diverse di antigeni, uno a maggio e due nella seduta del 18 giugno 2026, tra cui una formulazione con il solo componente contro la leucemia felina.
Domande frequenti
Il vaccino contiene il virus della leucemia felina?
No. Il componente contro la leucemia felina è costituito da RNA autoamplificante che codifica una singola proteina virale, la gp85, trasportato da una particella incapace di replicarsi derivata dal virus dell'encefalite equina venezuelana. Nell'organismo del gatto non viene introdotto né il virus della leucemia felina intero né una sua versione attenuata.
Quanto dura la protezione dichiarata nel dossier?
Tre anni per il virus della panleucopenia felina e dodici mesi per gli altri quattro patogeni, cioè herpesvirus felino di tipo 1, calicivirus felino, Chlamydia felis e virus della leucemia felina. Negli studi valutati dall'EMA la risposta immunitaria compare circa una settimana dopo la somministrazione.
Il vaccino è già disponibile in Italia?
L'autorizzazione della Commissione europea vale per tutta l'Unione, quindi anche per l'Italia, ma non equivale alla presenza immediata del prodotto negli ambulatori. Le tempistiche di distribuzione nei singoli Paesi non sono state comunicate, e restano una decisione del titolare dell'autorizzazione.