Social freezing: la Toscana dice sì e approva un contributo fino a 3.000 euro

Il Consiglio regionale toscano ha approvato il contributo fino a 3.000 euro per la crioconservazione degli ovociti per fini sociali.

24 settembre 2026 11:38
Social freezing: la Toscana dice sì e approva un contributo fino a 3.000 euro -
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Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato il 23 settembre 2026 la legge "Disposizioni in materia di preservazione della fertilità per fini sociali", che introduce un contributo fino a 3.000 euro, erogabile una sola volta, per la crioconservazione degli ovociti chiesta senza una indicazione medica. Possono ottenerlo le donne tra 25 e 39 anni residenti in Toscana da almeno un anno, con un ISEE del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro, e il pagamento passa dalle aziende sanitarie locali.

Il testo, che ha come primo firmatario il presidente della commissione Sanità Andrea Vannucci (Pd), è passato in aula a palazzo del Pegaso con 22 voti favorevoli e 12 contrari di Fratelli d'Italia e Forza Italia, con l'astensione della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi e la mancata partecipazione al voto di Irene Galletti (M5s). L'articolo 5 autorizza una spesa di 50.000 euro per il 2026 e di 250.000 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, 550.000 euro in tutto. Se le domande superano le risorse, la priorità va all'ISEE più basso e, a parità di ISEE, all'età più alta. Alle 10.30 del 24 settembre non risultano pubblicati gli avvisi delle Asl con termini e modalità di presentazione, che restano quindi da definire.

Cosa copre davvero il contributo

Il social freezing indica il congelamento degli ovociti in assenza di una patologia in corso. Il percorso prevede una stimolazione ormonale delle ovaie, il prelievo degli ovociti maturi e la loro vitrificazione, un raffreddamento ultrarapido che porta le cellule sotto i -190 °C senza far formare cristalli di ghiaccio, che danneggerebbero la cellula. Gli ovociti restano in azoto liquido e vengono impiegati più avanti dentro un percorso di procreazione medicalmente assistita.

La differenza con il cosiddetto medical freezing sta nel motivo. Quando il congelamento serve a preservare la fertilità prima di un trattamento che la compromette, come una chemioterapia, rientra nei livelli essenziali di assistenza e non si paga. Fuori da quei casi la spesa è privata, e la proposta di legge la stimava tra 2.500 e 4.000 euro.

La Regione era già intervenuta con una delibera del 25 marzo 2019 e, più di recente, con la deliberazione della Giunta del 9 marzo 2026 sui criteri e le modalità di crioconservazione dei gameti. La legge appena approvata aggiunge a quelle regole di accesso un sostegno economico stabile. Nel dibattito il riferimento demografico è stato quello dei dati Istat sulla discesa della natalità italiana, che per il 2024 indicano un numero medio di 1,18 figli per donna e un'età media al primo figlio di 31,9 anni.

Quando si potrà fare domanda e quanto durano i fondi

Prima delle domande servono la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana e gli avvisi delle singole Asl. Il precedente a cui guardare è pugliese. La Puglia ha introdotto il contributo con l'articolo 40 della legge regionale 42 del 31 dicembre 2024, i primi avvisi aziendali sono usciti a giugno 2025 e la seconda finestra si è aperta il 13 agosto 2026, restando valida trenta giorni, con 600.000 euro stanziati dalla Regione per il biennio 2026-2027 e una fascia di età più stretta, tra i 27 e i 37 anni.

Le cifre toscane danno la misura della platea raggiungibile. Con un massimo di 3.000 euro a persona, i 50.000 euro del 2026 coprono al più sedici contributi, i 250.000 euro annui del 2027 e del 2028 poco più di ottanta ciascuno. Sull'intero triennio il tetto teorico si ferma sotto le 190 beneficiarie, prima di qualsiasi rifinanziamento.

Restano fuori dal testo le condizioni cliniche del percorso, che la legge non tocca perché ricadono nella normativa nazionale sulla procreazione assistita. Nessuna indicazione sul numero di ovociti da conservare né sulle probabilità di gravidanza, che dipendono dall'età al prelievo e dalla quantità di ovociti disponibili.

In Puglia gli avvisi escludono dal rimborso i farmaci e le voci accessorie come vitto, alloggio e conservazione oltre i dodici mesi, e ammettono solo centri iscritti al registro nazionale; per la Toscana il perimetro delle spese ammissibili sarà scritto negli avvisi. In aula è passato all'unanimità anche un ordine del giorno di Luca Minucci (FdI) che impegna la Giunta a un programma regionale di informazione sulla fertilità attraverso i consultori. Una proposta simile, prima firmataria Bruna Fiola (Pd), è stata depositata a settembre in Campania, con 500.000 euro l'anno previsti per il triennio 2026-2028.

Domande frequenti

Chi può chiedere il contributo per il social freezing in Toscana?

Le donne tra i 25 e i 39 anni residenti in Toscana da almeno dodici mesi, con un ISEE del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro. Il contributo arriva fino a 3.000 euro e spetta una sola volta. In caso di domande superiori ai fondi conta prima l'ISEE più basso, poi l'età maggiore.

Da quando si possono presentare le domande?

Non c'è ancora una data. La legge è stata approvata il 23 settembre 2026 e va pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale, poi ogni azienda sanitaria locale deve adottare il proprio avviso con scadenze e documenti richiesti. In Puglia, che ha seguito lo stesso schema, tra legge e primo avviso sono passati alcuni mesi.

Quali spese copre il contributo?

La legge toscana affida il dettaglio agli atti attuativi delle Asl, quindi l'elenco delle voci ammesse non è ancora pubblico. Nel caso pugliese il rimborso riguarda le spese mediche della crioconservazione in centri autorizzati e lascia fuori farmaci, vitto, alloggio e la conservazione degli ovociti oltre i primi dodici mesi.

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