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L'Ema ha dato parere positivo su un farmaco contro il tumore al pancreas metastatico
L'Ema ha dato parere positivo su un farmaco contro il tumore al pancreas metastatico
Il CHMP raccomanda il daraxonrasib per il tumore al pancreas metastatico già trattato. Ora decide la Commissione Ue.
Il comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia europea dei medicinali, il CHMP, ha adottato il 15 ottobre 2026 un parere positivo su Rasonque (daraxonrasib), il farmaco in compresse di Revolution Medicines per l'adenocarcinoma pancreatico metastatico. La raccomandazione riguarda gli adulti già trattati con almeno una terapia sistemica e prevede l'uso del farmaco da solo, in monoterapia, come riportato nella scheda dell'Ema su Rasonque, che indica anche le due formulazioni previste, compresse rivestite da 100 e 150 mg.
Il parere non equivale ancora all'autorizzazione all'immissione in commercio. La decisione spetta alla Commissione europea, che di norma si pronuncia entro 67 giorni dal parere del comitato, e finché non arriva il farmaco resta non autorizzato nell'Unione. Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration lo ha invece approvato il 26 agosto 2026, sulla base dello stesso studio di fase 3 che ha portato la sopravvivenza mediana da 6,7 a 13,2 mesi rispetto alla chemioterapia.
Come agisce il farmaco e cosa ha misurato lo studio
Le proteine RAS fanno da interruttori della crescita cellulare. Quando una mutazione le blocca in posizione accesa, la cellula riceve un segnale continuo a dividersi, e nel tumore del pancreas il gene KRAS risulta mutato in oltre nove casi su dieci. I due inibitori di KRAS già in commercio, sotorasib e adagrasib, colpiscono una sola variante, la G12C, rara in questo tumore. Il daraxonrasib appartiene a una classe diversa, gli inibitori RAS(ON) multiselettivi, che si legano alla forma attiva della proteina e agiscono su più varianti mutate contemporaneamente.
Lo studio registrativo si chiama RASolute 302 ed è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine in occasione del congresso ASCO 2026. Ha arruolato 500 pazienti con malattia metastatica già trattata con una linea di chemioterapia, assegnati a caso in parti uguali al daraxonrasib o a una chemioterapia scelta dallo sperimentatore. Nell'intera popolazione la sopravvivenza mediana è stata di 13,2 mesi contro 6,7, con un hazard ratio di 0,40, cioè un rischio di morte più basso del 60% nel periodo osservato. La sopravvivenza libera da progressione è salita da 3,6 a 7,2 mesi.
Le sospensioni del trattamento dovute a effetti avversi legati al farmaco hanno riguardato l'1,2% dei pazienti nel braccio daraxonrasib e l'11,2% in quello con chemioterapia. A luglio l'Ema aveva avviato una revisione per fasi, esaminando i dati di qualità, precliniche e cliniche man mano che erano disponibili, dopo aver inserito il farmaco tra le priorità del progetto Cancer Medicines Pathfinder.
Cosa manca perché arrivi ai pazienti europei
Dopo il via libera della Commissione l'autorizzazione vale in tutti gli Stati membri, ma in Italia l'uso nella pratica clinica a carico del servizio sanitario richiede la negoziazione di prezzo e rimborsabilità con l'Aifa, i cui tempi non sono stati comunicati. L'indicazione raccomandata in Europa è anche più stretta di quella americana. La Fda, come si legge nella nota di approvazione dell'agenzia statunitense, ha incluso anche i pazienti che non possono ricevere una chemioterapia con più farmaci, mentre il CHMP si limita a chi ha già fatto almeno una terapia sistemica.
Restano alcuni limiti nei dati. Lo studio è stato condotto in aperto, con pazienti e medici a conoscenza del trattamento assegnato, ed è stato finanziato dall'azienda produttrice. Oltre il 90% dei partecipanti aveva una mutazione RAS G12, quindi il beneficio osservato nei pazienti con altre mutazioni o senza mutazioni rilevate poggia su un gruppo piccolo. L'efficacia in prima linea e dopo la chirurgia è ancora in valutazione negli studi di fase 3 RASolute 303 e 304, che non hanno prodotto risultati.
Domande frequenti
Quando sarà disponibile il daraxonrasib in Italia?
Non c'è ancora una data. Serve prima la decisione della Commissione europea, attesa di norma entro 67 giorni dal parere del 15 ottobre 2026. Dopo l'autorizzazione l'azienda deve negoziare con l'Aifa prezzo e rimborsabilità, una procedura i cui tempi variano da farmaco a farmaco e che per Rasonque non sono stati comunicati.
Il daraxonrasib può essere usato come prima terapia del tumore al pancreas?
No, almeno per ora. Il parere del CHMP riguarda solo adulti con malattia metastatica che hanno già ricevuto almeno una terapia sistemica. L'uso in prima linea è oggetto dello studio di fase 3 RASolute 303 e quello dopo la chirurgia dello studio RASolute 304, entrambi ancora in corso e senza risultati pubblicati.
Che cosa significa che la sopravvivenza mediana è passata a 13,2 mesi?
La mediana indica il tempo entro cui era deceduta metà dei pazienti di ciascun gruppo. Nello studio RASolute 302 è stata di 13,2 mesi con il daraxonrasib e di 6,7 mesi con la chemioterapia. Il dato descrive l'andamento di un gruppo di 500 persone e non permette di prevedere il decorso del singolo paziente.