Il Papa operato al polmone, rimosso un lobo per un adenocarcinoma

Asportato il lobo inferiore destro in videotoracoscopia. Cos’è l’adenocarcinoma e cosa diranno gli esami dei prossimi giorni.

14 ottobre 2026 10:35
Il Papa operato al polmone, rimosso un lobo per un adenocarcinoma - Vatican News
Vatican News
Condividi

Papa Leone XIV, 71 anni, è stato operato nel pomeriggio di martedì 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma per un tumore maligno del polmone. L'équipe di chirurgia toracica guidata da Stefano Margaritora ha asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita, e l'esame istologico eseguito durante l'operazione ha confermato un adenocarcinoma polmonare, la diagnosi che gli esami preoperatori avevano già fatto sospettare.

Il bollettino firmato da Luigi Carbone, direttore della Direzione di Sanità e Igiene vaticana, e dallo stesso Margaritora è stato diffuso alle 21.53 e riportato integralmente da Vatican News. Il Papa è rimasto in sala circa tre ore per un intervento di circa 90 minuti, senza complicanze, e stamattina alle 8.40 la Sala Stampa ha comunicato che la notte è trascorsa tranquilla. Non sono ancora noti lo stadio del tumore, l'esito dell'analisi sui linfonodi e l'eventuale necessità di cure dopo la chirurgia, perché il bollettino non ne fa cenno. L'articolo è aggiornato alle 9.45 del 14 ottobre.

Dal nodulo alla lobectomia, come si è arrivati all'intervento

Il nodulo era emerso durante controlli di routine, come aveva spiegato il direttore della Sala Stampa Matteo Bruni, e lo stesso Pontefice ne aveva dato notizia all'Angelus di domenica 11 ottobre. Un nodulo polmonare è un'area di tessuto più denso visibile alla TC, nella maggior parte dei casi benigna, ed è per questo che la sua natura si stabilisce soltanto analizzando il tessuto.

La conferma è arrivata dall'esame istologico estemporaneo, cioè l'analisi al microscopio di un campione congelato e sezionato mentre il paziente è ancora in sala, che in pochi minuti dice al chirurgo se il tessuto è maligno. Il bollettino motiva la rimozione dell'intero lobo con la necessità di rendere l'intervento radicale, cioè di non lasciare tessuto tumorale. Il polmone destro ha tre lobi (superiore, medio e inferiore) e dopo l'operazione ne restano due.

La chirurgia videoassistita, nota con la sigla VATS, lavora attraverso piccole incisioni del torace con una telecamera e strumenti lunghi, senza divaricare le costole come nella toracotomia tradizionale. La lobectomia è lo standard per il carcinoma polmonare non a piccole cellule in fase iniziale dal 1995, quando un trial randomizzato del Lung Cancer Study Group registrò più recidive locali dopo resezioni minori. Due studi randomizzati successivi, il giapponese JCOG0802 e il nordamericano CALGB 140503, hanno mostrato che per tumori periferici piccoli e senza linfonodi coinvolti anche la segmentectomia, che toglie solo una porzione del lobo, ottiene una sopravvivenza paragonabile. Le dimensioni del nodulo non sono state comunicate, quindi non si può dire se il caso rientrasse in quei criteri.

Cosa diranno gli esami dei prossimi giorni

L'adenocarcinoma è il sottotipo più frequente di tumore del polmone, circa il 40% dei casi secondo la scheda per professionisti del National Cancer Institute statunitense. Nasce di solito nel tessuto periferico del polmone ed è legato al fumo come le altre forme, ma compare anche in chi non ha mai fumato. In questo gruppo sono più frequenti le varianti dei geni EGFR e ALK, bersaglio di farmaci mirati, e il NCI conta le caratteristiche molecolari del tumore tra i fattori su cui si basano le scelte di trattamento.

Le decisioni successive dipendono dalla stadiazione patologica, che arriva con l'esame definitivo del pezzo operatorio e misura le dimensioni del tumore, i margini di resezione e la presenza di cellule tumorali nei linfonodi. Il NCI indica la chirurgia come l'opzione potenzialmente più curativa per la malattia operabile e colloca il beneficio della chemioterapia postoperatoria negli stadi II e IIIA resecati. Gli esami post-operatori e l'analisi del materiale asportato sono attesi nei prossimi giorni, con una degenza annunciata di circa una settimana.

Per dare una scala, nei dati statunitensi del periodo 2014-2020 la sopravvivenza relativa a cinque anni è del 64% per i tumori del polmone diagnosticati in stadio localizzato e del 9% con metastasi a distanza. Sono medie di popolazione e non descrivono il singolo paziente. Dopo una resezione resta un rischio di un nuovo tumore polmonare stimato dal NCI tra l'1% e il 2% all'anno.

Chi vuole capire come si arriva a scoprire un nodulo prima dei sintomi trova il quadro nell'articolo di biomedicalcue.it sullo screening del tumore del polmone con TC a basse dosi.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra adenocarcinoma e microcitoma del polmone?

L'adenocarcinoma appartiene ai carcinomi non a piccole cellule, che nelle fasi iniziali si trattano soprattutto con la chirurgia. Il microcitoma, o carcinoma a piccole cellule, risponde meglio alla chemioterapia e di solito non viene operato. Per questo, prima di qualsiasi terapia, un patologo esperto deve confermare con precisione il tipo di tumore sul tessuto.

L'adenocarcinoma polmonare colpisce solo i fumatori?

No. Il fumo resta il fattore di rischio principale, con un rischio in media dieci volte più alto rispetto a chi non ha mai fumato, ma l'adenocarcinoma compare anche nei non fumatori. Tra gli altri fattori riconosciuti ci sono il fumo passivo, il radon, l'esposizione professionale ad amianto e metalli, l'inquinamento atmosferico e la familiarità.

Segui Biomed CuE