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Bambino con il morbillo muore a New York: primo caso in oltre 30 anni

Il decesso nella contea di Lewis è associato al focolaio in corso. Età e stato vaccinale del bambino non sono stati resi noti.

03 novembre 2026 17:27
Bambino con il morbillo muore a New York: primo caso in oltre 30 anni - Canva
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Un bambino residente nella contea di Lewis, nel nord dello Stato di New York, è morto dopo aver contratto il morbillo. È il primo decesso associato alla malattia nello Stato da oltre 30 anni. Lo hanno comunicato il 2 novembre il Dipartimento della salute statale e Lewis County Public Health con una nota congiunta, che non indica l’età né lo stato vaccinale del bambino e chiede di rispettare la privacy della famiglia.

La stessa sera la governatrice Kathy Hochul ha diffuso una dichiarazione ufficiale in cui si dice vicina alla famiglia “come madre e come nonna” e definisce il caso un monito su ciò che si rischia quando Washington erode deliberatamente decenni di progressi nella protezione dalle malattie prevenibili. Il testo chiama in causa il governo federale senza nominare l’amministrazione Trump né il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.

Come si è arrivati al focolaio della contea di Lewis

Il primo caso nella contea è stato confermato a fine settembre, in una persona non vaccinata. A inizio ottobre i casi erano già 11, nessuno dei quali vaccinato secondo i dati diffusi dalla sanità locale, e oggi sono 15. È il quarto valore più alto tra le contee dello Stato, dopo Seneca, Otsego e Steuben.

Il 5 ottobre Hochul ha firmato l’ordine esecutivo n. 65, che ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio statale. Il provvedimento contava 108 casi tra i residenti al 3 ottobre, 92 dei quali registrati dal 15 luglio in comunità rurali con bassa copertura vaccinale, distribuite su 18 contee. Per accelerare le somministrazioni ha autorizzato paramedici, farmacisti e ostetriche a iniettare il vaccino trivalente MMR (morbillo, parotite, rosolia) e gli infermieri a prescrivere i test diagnostici, sempre con il consenso del paziente o di chi ne ha la tutela.

Lo stesso ordine riporta i dati clinici su cui si basa. Il virus infetta circa il 90% delle persone non immuni che vi sono esposte, la polmonite colpisce circa un bambino infetto su 20 e il decesso avviene in 1-3 casi ogni 1.000 bambini malati. Fra le complicanze a lungo termine il testo cita anche l’amnesia immunitaria, cioè la perdita delle difese già acquisite contro altre infezioni.

Cosa resta da chiarire e cosa succede ora

La parola “associato” ha un significato preciso. Il Dipartimento della salute della Pennsylvania, al centro di una disputa con Kennedy sul conteggio delle vittime, la usa per i casi in cui l’infezione è documentata da un test o da un legame epidemiologico, senza che il morbillo sia stato necessariamente indicato come causa immediata della morte. Da settembre il CDC registra un decesso solo quando il National Center for Health Statistics riporta il morbillo come causa principale nel certificato di morte.

Il bilancio federale si ferma così a 3 decessi nel 2026, mentre la sola Pennsylvania ne ha dichiarati 5. Secondo i dati del CDC, aggiornati al 29 ottobre e quindi precedenti al caso di New York, gli Stati Uniti contano 4.852 casi confermati, più del doppio dei 2.289 del 2025, e il 96% riguarda persone non vaccinate o con stato vaccinale sconosciuto. Entro novembre l’Organizzazione panamericana della sanità deve valutare se il Paese conserva lo status di eliminazione del morbillo, ottenuto nel 2000.

Alle 17.30 del 3 novembre, ora italiana, le autorità non hanno reso noti l’età del bambino, il suo stato vaccinale e la causa clinica del decesso. Non è confermata nemmeno una proroga dell’emergenza, che senza un nuovo provvedimento decade il 4 novembre.

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