Salute

Virus Shamonda, in Francia il primo caso umano mai documentato

Primo caso umano al mondo di virus Shamonda in Francia. Paziente immunodepresso morto a Lione, ipotesi puntura di moscerino.

23 ottobre 2026 10:55
Virus Shamonda, in Francia il primo caso umano mai documentato - Canva/Wikimedia
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Le autorità sanitarie francesi hanno comunicato il 22 ottobre 2026 la prima infezione umana documentata da virus Shamonda. Il patogeno era conosciuto finora solo negli animali, soprattutto nei bovini, ed è comparso in Europa per la prima volta quest'estate. Il paziente era ricoverato agli Hospices civils de Lyon per una patologia grave, con un'immunodepressione severa, ed è morto all'inizio di ottobre.

Secondo il comunicato congiunto dei ministeri francesi della Salute e dell'Agricoltura, l'ipotesi è un contagio attraverso la puntura di un moscerino del genere Culicoides nell'est della Francia, dove il virus circolava tra gli animali in primavera e in estate. I due ministeri lo definiscono un caso eccezionale. Scrivono che, con le conoscenze disponibili, a oggi non è stato identificato alcun rischio sanitario per la popolazione generale.

Un virus dei bovini mai osservato prima nell'uomo

Shamonda è un orthobunyavirus, cioè un virus a RNA trasmesso da insetti. Appartiene al sierogruppo Simbu, lo stesso del virus di Schmallenberg che nel 2011 colpì gli allevamenti europei. Identificato in Nigeria a metà degli anni Sessanta, era stato segnalato in modo sporadico nei bovini dell'Africa occidentale, orientale e australe e del Giappone. Nell'estate 2026 è stato rilevato per la prima volta in Europa, con i primi casi in Germania, Svizzera e Francia.

Nei bovini provoca febbre, diarrea e calo della produzione di latte, quasi sempre transitori. Se colpisce una femmina gravida può causare aborti e malformazioni fetali, come accadeva con Schmallenberg. La trasmissione avviene soprattutto tramite i Culicoides, gli stessi vettori della febbre catarrale ovina. Non ci sono prove di un contagio diretto significativo tra animali, a parte quello dalla madre al feto.

Nel paziente di Lione le indagini hanno rilevato complicazioni cerebrali. Nella formulazione del comunicato sarebbero molto probabilmente legate all'infezione. Il ministero dell'Agricoltura accosta il caso a quelli di altri orthobunyavirus che infettano l'uomo, come il virus Oropouche, per i quali sono stati descritti danni neurologici soprattutto in pazienti immunodepressi. In decenni di circolazione in Africa e in Asia, Shamonda non aveva mai prodotto un caso umano documentato.

Cosa resta da chiarire e cosa riguarda l'Italia

Alle 10:30 del 23 ottobre diversi punti non sono confermati. La via di contagio resta un'ipotesi e il ruolo del virus nel decesso non è stato stabilito. Le autorità non hanno reso noti né l'età del paziente né la malattia di base. Le indagini cliniche, biologiche ed epidemiologiche proseguono con un approccio One Health, che unisce competenze di salute umana, animale e ambientale. Il caso è stato notificato all'Organizzazione mondiale della sanità e al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

Sul piano alimentare, il ministero dell'Agricoltura precisa che nessun dato scientifico documenta una trasmissione attraverso carne, latte o derivati. Ricorda anche che i prodotti di animali malati sono comunque esclusi dal consumo. Per gli animali non esistono vaccini né antivirali. L'infezione non rientra tra le malattie regolamentate dalla normativa europea sulla sanità animale, quindi non è soggetta a sorveglianza ufficiale e non comporta abbattimenti.

In Italia la variante europea EU1 è descritta in allevamenti di vacche da latte delle province di Bolzano e Trento da un preprint pubblicato su bioRxiv, cioè un lavoro non ancora sottoposto a revisione tra pari. Lo studio si basa su campioni raccolti tra fine agosto e inizio settembre 2026 in 28 aziende e analizzati dall'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

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