Dramma Donatella Rettore, la notizia peggiore è arrivata proprio nel giorno del suo compleanno: “Andata in coma…”
Nel giorno del suo compleanno, qualcosa di inaspettato sconvolge Donatella Rettore proprio mentre tutto sembrava dover essere perfetto.
Ci sono giorni che sembrano fatti apposta per essere felici. Tipo i compleanni, no? Ti aspetti fiori, messaggi, gente che ti vuole bene… E invece, a volte, succede l’esatto contrario. Proprio mentre dovresti sorridere, qualcosa ti piomba addosso e ti lascia spiazzata.
Perché la vita, si sa, ama giocare al contrario. Gli artisti, quelli veri, sono spesso visti come invincibili. Quasi supereroi. Ma dietro i riflettori, dietro i costumi e le canzoni, c’è una persona vera, fatta di carne e cicatrici.
E capita che certe ferite si riaprano così, all’improvviso. Senza preavviso, senza gentilezza. Chi sta su un palco da una vita intera, ne ha viste di tutti i colori. Ma certe esperienze non sono paragonabili a nient’altro di ciò che si è vissuto.
Donatella Rettore è tutto fuorché banale. Un uragano di energia e verità, da sempre fuori dagli schemi. Eppure, stavolta, proprio nel giorno dei suoi 70 anni, è successa una cosa talmente intima che fa quasi male sentirla.
Ferite importanti
A volte, basta un dettaglio, una data, una parola… e qualcosa si riattiva dentro, riportando alla luce un’emozione sepolta o un evento che si credeva dimenticato. Non importa quanto tempo sia passato, certe cose restano lì, sospese, pronte a riaffiorare.
E poi ci sono i momenti in cui si ha bisogno – quasi fisico – di raccontare. Di far uscire quello che è rimasto dentro troppo a lungo. Soprattutto se si è vissuto tutto in silenzio. Raccontare, a volte, è l’unico modo per respirare di nuovo. Anche se fa male. Anche se riapre vecchie ferite.
Una vita a testa alta
Come riporta Leggo, lo ha raccontato al Corriere della Sera, in un’intervista lunga e piena di ricordi. Donatella Rettore, a 14 anni, era innamorata persa di un ragazzo molto più grande. Lui la tradì con una sua amica. Lei tornò a casa, distrutta, e non sapeva come gestire quel dolore. Racconta che si chiuse in camera, e con l’intento di farsi male “ho trovato una bottiglietta di grappa e sono andata in coma etilico“, ha detto senza mezzi termini. È stato un attimo, ma un attimo che ha lasciato il segno.
E oggi, che spegne settanta candeline, quella memoria è tornata su. Tanto che, scherza, quest’anno niente telefonata al commercialista per la dichiarazione dei redditi, come faceva sempre. Stavolta, quel giorno era troppo pieno di passato.
