Dal mollusco marino nasce una classe di farmaci anticancro

Dalla dolastatina 10 di un mollusco marino sono nati Adcetris, Padcev, Polivy e Blenrep, con oltre 200 trial clinici in corso.

26 settembre 2026 15:00
Dal mollusco marino nasce una classe di farmaci anticancro - Brocken Inaglory
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Da una lumaca di mare che vive nell'Oceano Indiano è nata una delle classi di farmaci antitumorali più studiate degli ultimi trent'anni. La molecola si chiama dolastatina 10, isolata per la prima volta dal mollusco Dolabella auricularia, ed è oggi alla base di analoghi sintetici usati come componente attiva di diversi farmaci anticancro già in uso nella pratica clinica.

Il dato sullo stato della ricerca è stato citato da Luca Lucentini, direttore del Centro nazionale per la sicurezza delle acque dell'Istituto superiore di sanità, durante il primo Ocean and Human Health International High Level Forum, tenuto a Roma l'8 giugno 2026. Più di 36 farmaci coniugati anticorpo-tossina contenenti analoghi della dolastatina 10 sono in sviluppo preclinico o clinico, con oltre 200 trial condotti finora sull'uomo, come riportato da La Nuova Ecologia.

Dalla molecola isolata al farmaco veicolato

La dolastatina 10 fu isolata negli anni Ottanta e mostrò subito un'attività antimitotica molto potente, capace di bloccare la divisione delle cellule tumorali interferendo con la tubulina, la proteina che forma lo scheletro interno della cellula. Nei primi studi clinici come farmaco singolo la molecola non superò mai la fase II. Negli studi su pancreas, mammella e prostata la tossicità non si separava mai abbastanza dall'efficacia da giustificarne l'uso diretto sui pazienti.

La svolta arrivò quando i suoi analoghi sintetici, chiamati auristatine, iniziarono a essere agganciati chimicamente a un anticorpo monoclonale invece che somministrati da soli. L'anticorpo riconosce un antigene specifico sulla superficie delle cellule tumorali e vi si lega, portando la tossina a destinazione e riducendo l'esposizione dei tessuti sani rispetto alla chemioterapia convenzionale. Questa architettura si chiama coniugato anticorpo-farmaco, o ADC.

Il primo farmaco di questo tipo arrivato sul mercato è stato brentuximab vedotin, commercializzato come Adcetris e approvato dalla FDA statunitense nel 2011 per il linfoma di Hodgkin e il linfoma anaplastico a grandi cellule, con il payload monomethyl auristatin E (MMAE) derivato dalla dolastatina 10.

I farmaci già approvati e i limiti ancora aperti

Dopo Adcetris sono arrivati altri ADC costruiti sullo stesso principio ma diretti contro bersagli diversi. Padcev (enfortumab vedotin) è approvato per il carcinoma uroteliale e Polivy (polatuzumab vedotin) per il linfoma diffuso a grandi cellule B. Un quarto farmaco della famiglia, Blenrep (belantamab mafodotin), era stato ritirato dal mercato statunitense nel 2022 dopo che lo studio di conferma non aveva raggiunto l'obiettivo primario. La FDA lo ha riapprovato il 23 ottobre 2025 in combinazione con bortezomib e desametasone per il mieloma multiplo recidivato, sulla base dei risultati dello studio di fase III DREAMM-7.

Il resto dei 36 ADC citati da Lucentini è distribuito tra fase preclinica e le varie fasi della sperimentazione clinica, e la maggior parte non arriverà mai all'approvazione: è il destino comune della quasi totalità dei farmaci oncologici sperimentali. I limiti noti della classe restano la tossicità oculare osservata con belantamab mafodotin e la neuropatia periferica che ha frenato lo sviluppo di diversi analoghi più datati.

I ricercatori dell'ISS citano il caso della dolastatina 10 come esempio della cosiddetta farmacia blu, l'insieme di molecole bioattive prodotte da organismi marini con potenziale applicazione in campo medico. Il meccanismo con cui la tubulina blocca la divisione cellulare, alla base dell'azione della dolastatina 10, è lo stesso sfruttato da altre classi di farmaci antimitotici.

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