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Parodontite e malattie cardiovascolari: come sono correlate?
Parodontite e malattie cardiovascolari: come sono correlate?
Il legame tra la salute parodontale e le patologie sistemiche è un tema sempre più rilevante anche nella pratica clinica odontoiatrica.
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di sostegno dei denti e che, se trascurata, può causare progressivamente recessione gengivale, perdita di osso, mobilità dentale e nei casi più avanzati perdita dei denti. Negli ultimi anni, tuttavia, l’attenzione nei confronti di questa patologia è aumentata anche per le possibili implicazioni sulla salute generale.
Il rapporto tra salute parodontale e condizioni sistemiche è infatti uno dei temi su cui si concentra sempre più anche l’attività clinica odontoiatrica. Tra i professionisti che affrontano la diagnosi e il trattamento delle patologie parodontali, lo Studio Dentistico Leone, punto di riferimento per chi cerca un dentista a Napoli, presenta un approccio dedicato anche alla parodontologia e alla prevenzione delle conseguenze della malattia.
Le evidenze scientifiche disponibili mostrano, in particolare, un’associazione tra parodontite e malattie cardiovascolari. Questo non significa che la parodontite provochi direttamente infarto o ictus: il legame è più complesso e coinvolge infiammazione, batteri del cavo orale e diversi fattori di rischio condivisi. L’American Heart Association, nel suo aggiornamento scientifico del 2025, conferma l’esistenza dell’associazione, precisando però che non è ancora stato dimostrato un rapporto causale diretto.
Cos’è la parodontite e perché può avere effetti sull’organismo
La parodontite si sviluppa in seguito a una risposta infiammatoria dell’organismo nei confronti dei batteri presenti nel biofilm dentale. Nelle prime fasi l’infiammazione interessa soprattutto le gengive, ma con la progressione della malattia può coinvolgere il legamento parodontale e l’osso che sostiene i denti.
Uno dei problemi è che la patologia può procedere anche senza dolore evidente. Nel tempo possono formarsi tasche parodontali sempre più profonde, nelle quali proliferano batteri difficili da eliminare con la normale igiene orale domestica.
La parodontite, inoltre, non rappresenta necessariamente un fenomeno confinato alla bocca. Le superfici gengivali infiammate possono favorire episodi di batteriemia, cioè il passaggio temporaneo di batteri o loro componenti nel sangue.
A questo fenomeno si aggiunge la risposta infiammatoria sistemica. Secondo l’American Heart Association, tra i meccanismi studiati vi sono sia la diffusione di patogeni parodontali e dei loro prodotti sia l’aumento di mediatori pro-infiammatori che possono influenzare la salute vascolare.
In che modo parodontite e malattie cardiovascolari sono collegate
Numerosi studi osservazionali hanno rilevato che le persone affette da parodontite presentano una maggiore probabilità di soffrire di alcune malattie cardiovascolari rispetto a chi presenta una migliore salute parodontale.
Una umbrella review pubblicata nel 2024, che ha analizzato 41 revisioni sistematiche, ha riscontrato un’associazione complessiva tra malattia parodontale e patologie cardiovascolari. Gli stessi autori invitano però a interpretare con cautela i risultati a causa dei limiti metodologici presenti nella letteratura disponibile.
Uno dei collegamenti più studiati riguarda l’aterosclerosi. Questa condizione comporta la formazione di placche nelle arterie ed è strettamente legata anche a processi infiammatori. L’ipotesi è che l’infiammazione cronica associata alla parodontite possa contribuire, insieme ad altri fattori, a creare un ambiente biologico favorevole alla disfunzione vascolare.
La ricerca ha inoltre osservato associazioni con infarto del miocardio, ictus, fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca. Anche in questo caso, però, è essenziale distinguere un’associazione statistica da un rapporto di causa-effetto dimostrato.
Parodontite e rischio cardiovascolare: quali fattori hanno in comune
Una parte dell’associazione può essere spiegata dal fatto che parodontite e malattie cardiovascolari condividono diversi fattori di rischio.
Il fumo è uno degli esempi più importanti. Aumenta il rischio cardiovascolare e rappresenta contemporaneamente uno dei principali fattori associati alla comparsa e alla progressione della malattia parodontale.
Anche diabete, obesità, sedentarietà, alimentazione poco equilibrata e aumento dell’età possono contribuire a entrambe le condizioni. Per questo motivo non sarebbe corretto attribuire alla sola parodontite l’aumento del rischio cardiovascolare osservato negli studi.
La European Federation of Periodontology e la World Heart Federation hanno comunque evidenziato la presenza di solide evidenze epidemiologiche sull’associazione tra parodontite e malattie cardiovascolari e raccomandano di intervenire attivamente sui fattori di rischio condivisi, come fumo, eccesso di peso, ipertensione e inattività fisica.
Come proteggere la salute parodontale e cardiovascolare
La prevenzione della parodontite parte innanzitutto dal controllo della placca batterica. Una corretta igiene orale quotidiana comprende uno spazzolamento accurato almeno due volte al giorno e la pulizia degli spazi interdentali attraverso strumenti adeguati alle caratteristiche della propria bocca.
Anche i controlli odontoiatrici periodici hanno un ruolo importante, perché consentono di individuare segnali come sanguinamento gengivale, aumento della profondità delle tasche parodontali, recessione delle gengive o perdita di supporto osseo. In presenza di parodontite già diagnosticata può inoltre essere necessario seguire un programma personalizzato di terapia e mantenimento.
Alcune strategie utili per la salute della bocca coincidono con quelle raccomandate per ridurre il rischio cardiovascolare: non fumare, controllare il diabete e la pressione arteriosa, mantenere un peso adeguato, praticare attività fisica regolare e seguire un’alimentazione equilibrata. Le indicazioni condivise da EFP e World Heart Federation sottolineano proprio l’importanza di questo approccio integrato.
È invece importante non arrivare alla conclusione opposta: curare la parodontite non significa automaticamente prevenire un infarto o un ictus. Le evidenze disponibili non permettono ancora di affermare che il trattamento parodontale determini una riduzione degli eventi cardiovascolari, e l’American Heart Association indica questo aspetto come una delle aree in cui sono necessari ulteriori studi.
La relazione tra parodontite e malattie cardiovascolari dimostra comunque quanto la salute orale debba essere considerata parte della salute generale. Controllare l’infiammazione gengivale, riconoscere tempestivamente i sintomi della malattia parodontale e intervenire sui fattori di rischio comuni permette di proteggere la bocca e, allo stesso tempo, di adottare un approccio più completo alla prevenzione cardiovascolare.