Continua ad avere problemi in campo: JANNIK SINNER perde lo storico RIVALE | L’ombra del ritiro è ormai dietro l’angolo
Jannik Sinner in campo (Depositphotos foto) - www.biomedicalcue.it
Sinner non trova pace: il momento delicato scuote anche le certezze più solide, addirittura in merito ai suoi rivali.
Nel tennis non basta colpire forte e correre veloce. A volte è la testa a decidere tutto, anzi, quasi sempre. Stare al vertice vuol dire anche reggere a pressioni invisibili, quelle che ti si infilano dentro tra un torneo e l’altro.
E quando sembra che tutto fili liscio, ecco che qualcosa si inceppa. Un acciacco, un’assenza, un cambio di ritmo. E tutto torna in discussione, pure per chi sembrava in pieno controllo. L’ultimo periodo è stato… come dire, un po’ instabile.
Tra i giovani che spingono e i veterani che non mollano, ogni settimana succede qualcosa che rimescola le carte. Non è solo una questione di classifica, ma di sguardi, di rivalità che si accendono o si spengono.
Ci sono match che non sono solo match, ma pezzi di una storia più grande. E quando un protagonista manca o rallenta, si sente. Eccome se si sente. Poi ci sono i contrattempi, quelli che arrivano senza bussare.
Imprevisti e futuro
Un infortunio, una decisione presa all’ultimo secondo, magari anche solo un dettaglio tecnico che non funziona più come prima. Il tennis è pieno di questi imprevisti, e chi non sa adattarsi, resta indietro. O almeno, si complica la vita. E non tutti riescono a rimettersi in carreggiata subito, anzi.
Nel frattempo, chi guarda – il pubblico, gli appassionati, gli esperti – cerca risposte. Qualcuno da tifare, qualcun altro da discutere. Quando i big tentennano, è inevitabile: si comincia a ipotizzare, a commentare, a temere. Ci si chiede se sia solo un momento, o qualcosa di più. E quando il nome in questione è uno che ha scritto pagine importanti, l’effetto è ancora più forte.
Una battaglia meno semplice del previsto
A proposito di big, Djokovic è tornato in campo agli US Open dopo una pausa piuttosto lunga, come riporta Gazzetta.it. Prima partita? Contro Learner Tien, giovanissimo americano. Primo set perfetto, il classico Djokovic che strappa il servizio e vola. Ma poi qualcosa cambia: nel secondo set il fiato sembra corto, le gambe pure. Si ferma, respira, fatica. Il tie-break lo salva, ma non basta a togliere i dubbi.
Nel terzo parziale si riprende, anche grazie all’intervento del medico per un problema al piede (vesciche, pare). Chiude la partita in tre set, ma la sensazione è che sia stato più complicato del previsto. Era la prima uscita ufficiale dopo Wimbledon, dove aveva perso proprio contro Sinner.
C’è chi comincia a parlare chiaro: molti vociferano di un possibile ritiro. Forse è presto per dirlo, magari sono solo voci. Ma tra piccoli infortuni, cali di prestazione e una presenza sempre più sbiadita nei tornei che contano, qualche dubbio viene, e anche più di uno. Il timore è che il momento buio non sia passeggero.