Patologie

Aumentano i casi di epatite A in Italia: il vaccino diventa cruciale per fermare i contagi

In aumento i casi di epatite A in Italia: tra le cause trasmissione sessuale e alimenti contaminati.

Negli ultimi anni, la sanità pubblica ha dovuto affrontare nuove sfide legate al ritorno di malattie che sembravano sotto controllo. Una di queste è l’epatite A, un’infezione virale spesso sottovalutata, ma che può causare problemi significativi alla salute individuale e pubblica. Sebbene generalmente non cronica, l’epatite A può diffondersi rapidamente in determinati contesti sociali e alimentari.

Tradizionalmente associata a condizioni igieniche carenti o viaggi in paesi a rischio, l’infezione si trasmette anche tramite comportamenti sessuali specifici e alimenti contaminati, come frutti di mare e prodotti surgelati. Un dato che oggi torna al centro dell’attenzione delle autorità sanitarie italiane, a causa di un preoccupante aumento di casi nel primo semestre del 2025.

Le Regioni più colpite, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, sono Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio, con una prevalenza di casi tra uomini adulti nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 54 anni. Tuttavia, non mancano diagnosi in ambito pediatrico, segnalando che il fenomeno coinvolge più fasce della popolazione di quanto si pensi.

Questa tendenza si inserisce in un quadro epidemiologico più ampio, in cui l’epatite B risulta in calo, mentre l’epatite E è in aumento e la situazione relativa all’epatite C resta sostanzialmente stabile. Dati che indicano una trasformazione nelle dinamiche di trasmissione e nella distribuzione dei virus epatici sul territorio nazionale.

Cibi a rischio e comportamenti sottovalutati

I numeri parlano chiaro: dal 1° gennaio al 30 giugno 2025 sono stati segnalati 247 casi di epatite A, rispetto ai 159 dello stesso periodo del 2024 e ai 105 del 2023. Oltre il 47% dei casi ha indicato il consumo di frutti di mare come possibile origine del contagio, mentre circa un quarto ha riferito viaggi in aree endemiche o il consumo di frutti di bosco contaminati.

Ma a destare maggiore attenzione è l’aumento di casi tra uomini che fanno sesso con uomini (Msm), passati dall’11,4% del 2024 al 29,8% nel 2025. Un dato che suggerisce una trasmissione sempre più legata a contatti sessuali non protetti e alla scarsa consapevolezza dei rischi.

L’allerta dell’Iss e il ruolo decisivo della vaccinazione

Di fronte a questo scenario, l’Istituto Superiore di Sanità invita a rafforzare la sorveglianza sia in Italia che in Europa, soprattutto in vista di potenziali focolai. Secondo Maria Elena Tosti, del Centro nazionale per la salute globale, è cruciale “mettere in atto tempestivamente azioni di prevenzione”, a partire dalla vaccinazione.

Il vaccino contro l’epatite A è raccomandato per i contatti diretti dei casi, i viaggiatori verso aree a rischio e la popolazione Msm. Una strategia che, unita a un’adeguata informazione e a controlli sulla sicurezza alimentare, può rappresentare lo strumento più efficace per contenere una diffusione che, se trascurata, rischia di intensificarsi nei mesi a venire.

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Heidi Garcia